Cultura e Storia

Museo di Storia Naturale

Il Museo del Castello, ospitato nella "Casermetta", ne occupa il piano interrato ed il piano terra, rispettivamente dedicati al patrimonio naturale dell'ambiente baldense (Museo del Baldo) ed a quello del territorio gardesano (Museo del Garda). I due piani sono collegati da una scaletta interna ma possono altresì essere visitati separatamente. L'ingresso consigliato prevede anzitutto la visita al Museo del Baldo (piano interrato) che, dopo la scalinata d'accesso, si apre nella vasta sala centrale dedicata alla vegetazione ed alla flora baldensi di cui viene esposto e commentato un vasto campionario fotografico, con particolare riguardo alle specie endemiche ed alla successione altitudinale della vegetazione. Una splendida "barozzola" (slitta per il trasporto di legna e fieno) ed un antichissimo frantoio per olive corredano poi con felice esito scenografico la sala.
A destra si apre la sala dedicata alle caratteristiche geologiche del Baldo, e quindi alle sue rocce, ai fossili ed alle morfologie tipiche dell'ambiente baldense d'alta quota, prima fra tutti i "circhi glaciali" di vetta, qui riprodotti attraverso suggestivi ingrandimenti fotografici.
Dal lato sinistro della sala centrale si accede alla sala dedicata alla fauna baldense e particolarmente l'avifauna di cui nelle bacheche si possono ammirare numerosi esemplari impagliati, corredati da fotografie che riproducono il loro ambiente naturale. In centro sala si trova infine uno splendido esemplare di tasso.
L'ultima sala del Museo del Baldo è la sala delle proiezioni audiovisive dove si trasmette continuamente un filmato tratto da immagini fotografiche relative al paesaggio ed all'ambiente naturale gardesano-baldense, con particolare riguardo alla flora montana.
Direttamente da questa sala, una suggestiva scala a chiocciola conduce alla prima sala del soprastante Museo del Garda.
Il Museo del Garda illustra il patrimonio naturale ed archeologico del territorio circumlacustre , del lago sino a 4-500 metri di quota dei monti vicini, completando così l'argomento iniziato nelle sale del Museo del Baldo. Particolare rilievo viene dato anche qui alle specie endemiche della regione gardesana, sia floristiche che faunistiche.
La prima sala delinea la storia geologica del bacino lacustre e dei monti circostanti. Riproduzioni fotografiche dei luoghi, disegni e numerosi esemplari di fossili fra cui una gigantesca ammonite, scandiscono e ricreano suggestivamente le principali vicende geologiche e geomorfologiche della regione.
La seconda sala rappresenta l'insieme della flora, con i confini delle altitudini e mostra le specie meridionali straordinariamente presenti in questo luogo: olivo, cisto, erica arborea ed altro. Il territorio rappresenta il cuore della "regione insubrica", fascia che va dalla provincia di Verona sino al Lago di Como, straordinariamente ricca di piante legate al clima mediterraneo, temperato e mite, proprio di questi luoghi.
La sala centrale, la più vasta, espone il tema della fauna illustrando in successione insetti (in prevalenza specie endemiche), anfibi, rettili, pesci ed uccelli.
La quarta sala riprende il tema della fauna offrendo l'opportunità di ammirare svariati esemplari di uccelli e mammiferi (impagliati o riprodotti in foto).
La quinta ed ultima sala del Museo espone il quadro preistorico del lago, dalle origini fino all'epoca romana. Particolarmente importante si profila lo spaccato dell'età del Bronzo, epoca che trovò nel basso lago un centro importantissimo, soprattutto per i collegamenti culturali molto ampi, spinti sino alla regione danubiana.

   
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28.08.2008
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