Le Processioni

Nei secoli scorsi molte erano le processioni fatte dalla parrocchia malcesinese lungo il corso dell’anno. Oltre quelle prescritte dalla sacra liturgia, si svolgevano come ordinarie: la processione della Dottrina cristiana; cinque della Compagnia di S. Domenico, cioè: nella Natività , Purificazione, Annunciazione, Assunzione e Rosario di Maria SS.; una della Compagnia dei SS. Benigno e Caro, nella terza domenica d’ottobre; una della Confraternita del SS. Sacramento, nella domenica fra l’ottava del Corpus Domini, ed altre dodici nelle terze domeniche del mese, nell’interno della chiesa. Come straordinarie si facevano quelle richieste dalle eventuali circostanze, vale a dire: siccità , epidemie e vittorie ottenute dalla Repubblica Veneta contro il Turco. Non tutte si svolgevano con eguale solennità . Le principali si eseguivano con magnifica pompa e con questo ordine : precedeva un gonfalone seguito dai bambini; a questi tenevano dietro le donne, divise nelle Compagnie della Madonna delle Sette AIlegrezze, della Dottrina Cristiana, del S. Rosario o S. Domenico; venivano poi gli uomini, divisi pur essi in Compagnie di S. Domenico, con le loro cappe, del SS. Sacramento pure con le cappe, il coro dei cantori, i sacerdoti e, dietro a questi, il Capitano del Lago cogli staffieri, portanti le torcie accese; susseguiva la rappresentanza comunale con le mazze proprie, chiudevano la processione i massari dei SS. Benigno e Caro con tutte le altre persone non ascritte alle confraternite. Mentre la processione sfilava per le vie dell’abitato, l’aria risuonava del tintinnio delle campane della parrocchiale, della torre del castello e di tutte le altre chiesette. Alle campane s’univano le salve delle bombarde, quando le barche armate ormeggiavano presso al porto.
Testo tratto da “Malcesine” di Giovanni Borsatti

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