Chiesa di S. Michele

E posta nella parte più alta delle Vigne, sotto la Cò omonima, presso la Val Ciasera, e partendo dal capoluogo vi si arriva dopo una buona ora di salita. Nulla v’è di elegnate, tutto rustico all’esterno e, quello che vi è di nuovo nella facciata e nell’interno, fu eseguito nel 1908. In origine v’era una rozza cappellina di un’area m. 8, 70 x 4,90, coperta a tettoia, con abside nel lato orientale, con pavimento molto inclinato verso la semplicissima facciata, con porta rettangolare e finestrella soprastante. Il campanile quadrato, nato colla chiesa, nell’angolo dell’evangelo, porta ancora nella cella campanaria le bifore con rozzo pilone e termina con piramide quadrata in vivo. Il papa Adriano IV, nel breve del 14 gennaio 1159 riconobbe la chiesa di S. Angelo con le sue pertinenze quale proprietà  della Pieve di S. Stefano di Malcesine. Ne parlano i libri delle visite pastorali del 1529, 1532, e nel 30 settembre 1595 si dice che non ha alcun reddito né vi si celebra, perché ricettacolo d’animali. Più tardi venne pulita, riconciliata ed ornata d’un secondo altare posto a ridosso del campanile e dedicato a Maria SS. Romani Prudenzio fu Michelangelo, con testamento del 13 maggio 1704 gravava il suo erede universale del legato di far celebrare tre Messe ogni anno nel mese di settembre, nella chiesa di S. Michele all’altare della B.V. Maria. Nel 1757 il Romitorio di S. Michele percepiva un canone dal levatario del bosco comunale soprastante. Fu una delle chiesette fatte chiudere dal governo francese il 15 luglio 1797. Nel 1908 fu restaurata ed allungata. Cioè all’angolo del campanile, ingombrante la chiesa, fu alzato un muro parallelo alla facciata, costituendo così un piccolo coro colla vecchia abside; l’aula fu allungata di metri 2,20, rifacendo la facciata con porta rettangolare e finestra rotonda; tutta I’area fu coperta col soffitto piano; appianato il pavimento e lastricato con mattonelle pressate di cemento; ricostruito un solo altare di pietra con due colonne, trasportato dalla parrocchia quando fu rinnovato l’altare della SS. Triade. Il 24 maggio 1915 passò ad uso profano e fu riconciliata il mese di maggio 1919. Vi si celebra il terzo giorno delle Rogazioni, il 29 settembre e quando i devoti lo richiedono.

Testo tratto da “Malcesine” di Giovanni Borsatti